giovedì, ottobre 08, 2009

I miei dubbi sul Lodo Alfano...e sulla Corte Costituzionale


Non entro nel merito delle valutazioni politiche di questo atto perchè tanto sarebbe un muro contro muro che porta a poco. Mi appassiona moooolto di più l'aspetto tecnico della norma: non sono un giurista, ma approfondendo anche marginalmente la questione ho notato un gravissimo cortocircuito istituzionale che, se mi è permesso, è accaduto molto più in alto di Berlusconi.

Il 23 luglio Napolitano firma il lodo Alfano. Ma non lo firma e basta. Dice che "già il 2 luglio, in riferimento alla autorizzazione alla presentazione alle Camere del disegno di legge (ora approvato dal Parlamento), si era reso noto che “punto di riferimento per la decisione del Capo dello Stato è stata la sentenza n. 24 del 2004 con cui la Corte Costituzionale dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge n. 140 del 20 giugno 2003 che prevedeva la sospensione dei processi che investissero le alte cariche dello Stato. A un primo esame – quale compete al Capo dello Stato in questa fase – il disegno di legge approvato il 27 giugno dal Consiglio dei Ministri è risultato corrispondere ai rilievi formulati in quella sentenza. La Corte, infatti, non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale. Giudicò inoltre ‘un interesse apprezzabile’ la tutela del bene costituito dalla ‘assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche’, rilevando che tale interesse ‘può essere tutelato in armonia con i princìpi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale’, e stabilendo a tal fine alcune essenziali condizioni”.
(http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=7410)

Poi arriva la sentenza della Corte Costituzionale che dichiara il Lodo illegittimo perchè viola l'art. 3 e, soprattutto l'art.138 della Costituzione. Viene cioè detto che il Lodo, se si vuole fare (e si può fare), deve essere fatto modificando la Costituzione con una legge costituzionale.
Quindi:

-
La Corte Costituzionale ha smentito se stessa e la sua sentenza del 2004.
- La Corte Costituzionale ha smentito le dichiarazioni del Presidente della Repubblica.

Ora, fermo restando che Berlusconi ha sbagliato ad attaccare Napolitano ed ad insultare la Bindi (era forse meglio dire quello che sto dicendo io?), mi chiedo se siano più importanti queste due notizie o il fatto che ai piani alti alti dello Stato Italiano ci si contraddice da soli e vicendevolmente tra le due più grosse "entità" dello Stato Italiano.
No, meglio esultare per il fatto che Berluconi tornerà in tribunale (cosa giustissima il fatto che vada in tribunale, lo avrebbe fatto lo stesso con il Lodo ma a fine mandato) che preoccuparsi del fatto che chi è garante della nostra Costituzione si autocontraddice nel giro di pochi anni...
Fossi stato in Berlusconi avrei cercato di non perdere il controllo e avrei sollevato in maniera calma e ferma questo vero e proprio "cortocircuito".
Se poi, chi vuole commentare questo post, vuole non rispondere a queste mie considerazioni e parlare di altre considerazioni su questa vicenda faccia pure...

8 commenti:

Riccardo Beria ha detto...

Condivido il tuo modo di analizzare la questione, perchè parte della realtà. A prescindere dal lodo in sè, ciò che preoccupa è il segnale che viene dato all'esterno dai massimi organismi della Repubblica. La contraddittorietà della sentenza della Corte è evidente, e personalmente ritengo che in questo caso, valutando una legge che aveva a che fare direttamente con la persona di Berlusconi, abbia perso la sua autorevolezza e la sua funzione di garanzia.
È interessante la dichiarazione di Cossiga che dice che è preoccupante che la Corte cambi giurisprudenza in uno scenario giuridico come il nostro.

Ciò nonostante mi fa molto riflettere quello che succederà ora. L'articolo di ieri del corriere "Due processi scongelati. Ma senza rischi", dice che Berlusconi non rischia assolutamente nulla. Piccolo esempio: nel caso Mills non sono cambieranno tutti i giudici, ma le prove, testimonizanze e rogatorie all'estero varranno solo con il consenso della difesa. Il processo incomincerà da capo e prima della sentenza ci sarà la prescrizione.

Ora mi chiedo il perchè fare adesso questo processo, in un momento così difficile per l'Italia, e non rinviarlo di qualche anno. Con la bocciatura del Lodo, il nostro Paese ha tutto da perdere, perchè non solo la mia fiducia nelle alte istituzione è ai livelli minimi ( a prescindere da Berlusconi), ma perchè il presidente del Consiglio ( a prescindere chi sia), non può occuparsi totalmente della cosa pubblica.
Secondo me, oltre ad essere uguale per tutti, la legge (come lo Stat d'altronde), dovrebbe essere a servizio di tutti.

Atos Mincu ha detto...

Tra le balle spaziali che circolano in questi giorni a proposito della bocciatura del lodo della vergogna, la più notevole riguarda la presunta retromarcia della Corte costituzionale, che nella sentenza del 2004 sul lodo Maccanico-Schifani non avrebbe eccepito nulla sull'uso di una legge ordinaria, anziché costituzionale, per derogare all'articolo 3 della Carta, mentre l'altroieri ha giudicato illegittimo il lodo Alfano proprio perché fatto con legge ordinaria. Si tratta di una bugia pietosa per salvare la faccia non solo ad Al Fano e al suo mandante e utilizzatore, ma anche al capo dello Stato, che quel lodo firmò (e forse ispirò) due estati fa, sostenendo per giunta che esso recepiva le indicazioni precedenti della Consulta e quindi non appariva manifestamente incostituzionale.
In realtà, nella sentenza del 13 gennaio 2004 firmata dall’allora presidente Riccardo Chieppa e dal redattore Francesco Amirante, si faceva più volte riferimento all'articolo 138 della Costituzione, quello che regolamenta le leggi costituzionali.
Prima i giudici ricordavano che il Tribunale di Milano aveva chiesto alla Corte di annullare il lodo Schifani anche perché “attribuisce alle persone che ricoprono una delle menzionate alte cariche dello Stato una prerogativa non prevista dalle citate disposizioni della Costituzione, che verrebbero quindi ad essere illegittimamente modificate con legge ordinaria, in violazione anche dell’art. 138 Cost.”. Poi aggiungevano: “Né va omesso di considerare che il principio di eguaglianza rientra tra i principi fondanti della Carta costituzionale, derogabile solo dalla stessa Costituzione o con modifiche costituzionali adottate ai sensi dell’art. 138 Cost., come risulta confermato dal fatto che tutte le prerogative riguardanti cariche o funzioni costituzionali sono regolate da fonti di tale rango”. Più avanti, la Corte osservava che per creare un «regime differenziato» rispetto al principio di eguaglianza fra tutti i cittadini sancito dall'articolo 3, occorre prevedere limiti ben precisi, che né il lodo Maccanico-Schifani né l'Alfano contemplavano: “Il principio di eguaglianza comporta infatti che, se situazioni eguali esigono eguale disciplina, situazioni diverse possono implicare differenti normative. In tale seconda ipotesi, tuttavia, ha decisivo rilievo il livello che l’ordinamento attribuisce ai valori rispetto ai quali la connotazione di diversità può venire in considerazione. Nel caso in esame sono fondamentali i valori rispetto ai quali il legislatore ha ritenuto prevalente l’esigenza di protezione della serenità dello svolgimento delle attività connesse alle cariche in questione”. Valori costituzionali, ai quali ovviamente non si può derogare con legge ordinaria: “Alle origini dello Stato di diritto sta il principio della parità di trattamento rispetto alla giurisdizione, il cui esercizio, nel nostro ordinamento, sotto più profili è regolato da precetti costituzionali”. Più chiaro di così...Alla fine, tirando le somme, la Consulta individuava ben quattro profili di incostituzionalità nel merito del lodo, per cui non riteneva di doversi occupare anche della forma, cioè della sua veste di legge ordinaria. Ma concludeva significativamente: “Resta assorbito ogni altro profilo di illegittimità costituzionale”. E assorbito non vuol dire escluso. Vuol dire, appunto, assorbito: cioè implicito. Bastava saper leggere la lingua italiana per scoprire che anche il lodo Alfano sarebbe stato bocciato. E non con un voltafaccia rispetto alla sentenza del 2004. Ma in base alla stessa giurisprudenza di cinque anni fa.
Con buona pace dei tanti, troppi bugiardi senza gloria che infestano le tv e i giornali. Bisognava pensarci prima di scriverlo, il lodo. E prima di fir marlo.

Marco Travaglio, "Il Fatto Quotidiano" del 9 ottobre 2009

Aldo Olivero ha detto...

Ripeto, non sono giurista, ma penso di poter rispondere ad Atos Mincu/Travaglio.
In sostanza Travaglio dice che è una balla quella di dire "si ma nel 2004 non si parlava dell'art. 138 della Costituzione".
Quello che deve fare riflettere è il fatto che Napolitano abbia espressamente detto che "La Corte, infatti, non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale". Quindi, se la Corte, come dice Travaglio, non ha smentito se stessa ha sicuramente smentito Napolitano (già dimenticavo, forse a lui fa piacere la cosa...).
Per non parlare poi dell'Avvocatura dello Stato che ha difeso la bontà del lodo. Si tratta di un pool di giuristi specializzati che rappresentano lo Stato: da profano, mi pare strano che abbiano "dimenticato" che nel 2004 si era parlato anche dell'art. 138. Se così fosse, questo avvalorerebbe ancora di più la mia tesi del "cortocircuito istituzionale".
In definitiva, riaggiustando il mio giudizio in base a quello che ha detto Travaglio, ci sarebbe la Corte Costituzionale che dice cose diverse dal Presidente della Repubblica e dall'Avvocatura dello Stato. Vi pare poco? O meglio, non vi pare che Berlusconi in questa faccenda da "piani alti alti" rientri ben poco?
Sul fatto poi che molti si scandalizzano quando Berlusconi dice che la corte è politicizzata: l'art. 135 comma 1 della Costituzione afferma che «la Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative». Se si conta che il Presidente della Repubblica è un politico e il parlamento è organo politico, vuol dire che per due terzi è composta da persone nominate da politici (il colore è quindi frutto di chi governa nel periodo di elezione...).

umberto marabese ha detto...

buongiorno a tutti.
devo riconoscere che le "difese", da ambi le parte, sono motivate, ragionate e "forse" hanno "ragione entrambe".
io però vorrei dire che quello che mi ha colpito e quindi reso "nervosetto", non è tanto quello che succederà adesso, ma quello che ha "detto e nel modo che ha detto, in tutte le tv e in tutti giornali italiani e non" il Primo Ministro, il giorno dopo la sentenza della Corte
Costituzionale.
un caro saluto e grazie per l'ospitalità,
umberto marabese/
www.lasinistrapergrugliasco.com

Anonimo ha detto...

Fabrizio scrive:

"cosa giustissima il fatto che vada in tribunale, lo avrebbe fatto lo stesso con il Lodo ma a fine mandato"

haahahhahahahahahahhhahahahha
troppo forte!!!!

"davanti a voi avete un cittadino un po' più uguale degli altri"
(Berlusconi al processo SME)

pierpaolosoncin ha detto...

Caro Aldo, le mie competenze giuridiche sono talmente risibili che evito accuratamente di espormi in valutazioni che potrebbero rivelarsi come minimo inesatte e lascio agli studenti/studiosi come te ed il buon Beria questo compito.
Qualche considerazione generale di carattere politico mi sento però di farla.
Il nostro PdC continua nella sua opera instancabile di delegittimazione delle istituzioni (scritto in minuscolo perché non intendo solo quelle della politica)del Paese. Il Parlamento inutile, i ministri nominati con criteri di dubbia validità (per quanto legittimamente), i giudici tutti fannulloni o al soldo della sinistra, il CSM organo inutile e comunque pure lui abitato da sosia di Stalin. E infine il Presidente della repubblica e la Corte Costituzionale.
E' evidente che la separazione dei poteri ed i contrappesi sono una roba che patisce.
Ma bisogna anche ricordare lo sdoganamento del turpiloquio e dell'insulto in diretta tv.
Oggi i suoi giornali mettono parolacce nei titoli a nove colonne al grido di "parla come mangi". E così vai con "la democrazia ha rotto i coglioni" o un più prosaico "i giornali sputtanano l'Italia".
Ovviamente non è vero, nel senso che i giornali (e forse questo a lui pare strano) fanno il loro lavoro e cioè scrivono notizie.
Provvedimenti incredibili come lo Scudo fiscale poi, rinforzano la sensazione generalizzata di anarchia, di indifferenza alle regole,che infine posso essere sempre cambiate da un Parlamento di "yesmen" eletti.
Non è un bello spettacolo.
E mi chiedo come le persone oneste ed intelligenti che abbondano nel centro destra (Fini tra gli altri) non se ne rendano conto.
Saluti

Aldo Olivero ha detto...

Per Suppre: non è forse vero che sarebbe stato processato comunque?

Per Pier: leggendo le tue parole mi è parso di sentire le argomentazioni che venivano esposte qualche sera fa a Ballarò (D'Alema, Alfano e Bindi ospiti). Noi politici, tutti, sia di dx che di sx, dobbiamo smettere di parlare il "politichese", di fare le famose "valutazioni politiche". Lo dico perchè quella puntata mi ha davvero schifato: D'Alema e Alfano hanno passato tutta la sera a parlare di polemiche, a dire "si ma voi avevate fatto", "si ma lui aveva detto","si ma lui ha fatto" ecc...
Alcuni ospiti hanno giustamente criticato questo atteggiamento dicendo che si dovrebbe essere un tantino più tecnici, smetterla di cercare in tutti i modi di parlare solo per sfottere l'avversario politico. La politica di cui anche noi facciamo parte è sempre più paroliera e sempre meno tecnica. E quando è così diventa solo un susseguirsi di polemiche e di contropolemiche che devono far dimenticare la polemica precedente.
So che si tratta di un giudizio già sentito, forse da molti considerato populista, ma così è. Quando rileggo o ripenso ad Adriano Olivetti e alla sua idea di politica e guardo al presente (e anche a quello che certe volte faccio pure io) mi viene da pensare che forse stiamo sbagliando tante, troppe cose.

Anonimo ha detto...

Fabrizio scrive:

"Per Suppre: non è forse vero che sarebbe stato processato comunque?"

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Questo pezzettino di costituzione dice tutto... il "comunque"... non è contemplato!!!

Cmq per contentezza di tutto il pdl è pronto un nuovo emendamento in commissione giustizia per non utilizzare le prove del processo mills già accertate, nel processo di Berlusconi.
Le vie del Signore sono infinite!!!

Ma quando lo scaricate sto mister B????